Alla sua riconferma a segretario del partito socialista, il primo ministro spagnolo Zapatero ha lanciato il suo grido di battaglia contro i crocifissi appesi negli uffici pubblici. La motivazione (sempre la stessa) sarebbe quella di attuare una sempre maggiore laicità dello Stato.

La crocifissione, il più efferato strumento di tortura che si potesse utilizzare in epoca romana. La più grande umiliazione che si potesse pensare per un uomo: e proprio per questo limitato solo agli stranieri e agli schiavi, vietato,perciò, ai cittadini romani. La crocifissione, il più grande segno di amore che un Dio potesse dare per i propri figli. La croce,il più efficace segno di pace e di riconciliazione di Dio con gli uomini, è diventato segno di “imbarazzo”, d’ingombro. E l’abuso che qualcuno ne ha fatto, di certo non toglie, non scalfisce minimamente ,la sua portata.

Ci hanno già provato altri ad abbattere le chiese, con il malcelato scopo di “abbattere” il sacro che alberga negli uomini. Non ci sono riusciti.

Scriveva John Stott*

“Durante i miei soggiorni in Asia, sovente ho avuto occasione di osservare la statua di Budda, grasso, con le gambe incrociate, le mani giunte, gli occhi chiusi, l’aria assente, totalmente distaccato dalle sofferenze di questo mondo. Allora, col pensiero, rivedevo un uomo sospeso a una croce, con le mani e i piedi trafitti dai chiodi, immerso nella notte più nera dell’abbandono. Chi era quell’uomo? Era Gesù, il Figlio di Dio. Egli è entrato nel nostro mondo di carne e di sangue, di lacrime e di morte. Ha sofferto per noi. Ecco il Dio di cui avevo bisogno.”

*John Stott nasce a Londra nel 1921 da Sir Arnold e Lady Stott. Studia alla Rugby School e al Trinity College di Cambridge dove eccelle in francese e teologia. Si prepara poi al pasturato a Ridley Hall di Cambridge. Consegue un dottorato in teologia nel 1983 e numerosi dottorati honoris causa da scuole americane, britanniche e canadesi. Sebbene John Stott fosse confermato nella Chiesa anglicana nel 1936 e prendesse parte formalmente all’istruzione religiosa a scuola, rimane spiritualmente irrequieto. È consapevole della distanza che lo separa da Dio e di quanto la sua vita sia incompiuta e lontana da quello che sa di dover essere. È proprio questo che lo porterà a Cristo come la risposta alle sue profonde necessità dopo avere udito, nel 1938 la predicazione di un’evangelista presso l’unione giovanile cristiana alla Rugby School.