Domani lunedì 5 gennaio scade ( o, sarebbe meglio adottare il condizionale: scadrebbe) l’ultimatum lanciato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino al suo partito (il Partito Democratico): basta con queste ‘tarantelle’ o si fa la giunta o si va tutti a casa. Ci vengono alla mente gli altri tanti ultimatum, lanciati dall’allora presidente del Consiglio Romano Prodi (Pd, pure lui) ai suoi alleati: o si fa come dico io o si va tutti a casa. Per un po’ il ‘gioco intimidatorio’ resse: erano troppo attaccati alle poltrone e pienamente consapevoli che la fine del governo Prodi avrebbe determinato una debacle politica dalle proporzioni inimmaginabili, con ritorno al potere da parte della sinistra sine die. Quello che poi si è verificato.
Se la Jervolino dovesse mantenere la promessa, non verificandosi le condizioni favorevoli per il rifacimento di una giunta a Palazzo San Giacomo, le sue dimissioni non saranno frutto di un ‘’sussulto di dignità’’, che lei stessa ha riconosciuto all’ex assessore suicida Giorgio Nugnes, e negato agli assessori attuali della sua Giunta definiti ‘’sfrantummati’’, e coinvolti nell’inchiesta Global service di Romeo.
Antonio Gaudiano